
Come di consueto Feltrosa si svolge il primo week end di maggio che viene dopo la festa dei lavoratori.
Per noi feltraie è l’evento più atteso dell’anno, quello in cui ci si incontra e ci si confronta in un clima allegro e conviviale.
Amo la comunità del feltro, come amo questo materiale e il mondo che ci gira intorno. Probabilmente non sarei divenuta feltraia a tempo pieno se non avessi incontrato tante persone speciali, donne per la stragrande maggioranza ma anche qualche uomo. Sicché per me Feltrosa è più che mai un occasione per rivedere tante facce amiche!
Quest’anno la manifestazione si è svolta a Stia nel Casentino, in quella che era una fabbrica e che ora ospita il Museo dell’Arte della Lana.
Ci sono state ben due mostre, workshop, momenti di laboratorio aperto, cui ho dato il mio piccolo contributo, per creare dei manufatti da donare al bookshop del Museo. Eccomi dunque nella foto alle prese con feltro e panno casentino.
Che dire poi del territorio che ci ha ospitato e che non conoscevo…
L’ Italia è un vero scrigno di bellezze naturalistiche ed artistiche e così anche il Casentino con i suoi castelli, boschi, luoghi di spiritualità è custode di tanta storia e magnificenza. Non posso che augurarmi di tornarci a breve e fino ad allora unirmi al coro delle amiche del Coordinamento Tessitori il cui slogan quest’anno è “Il feltro è vivo… Viva il Feltro!”.











Moderna di Roma, uno dei miei musei preferiti, dove è conservato uno dei dipinti che amo di più: “Le tre età della donna” di Gustav Klimt. Avete presente quegli elementi decorativi simbolici che sembrano tanti piccoli mandala? Ecco siamo partiti da lì per creare delle collane composte da murrine di feltro. Complice dell’operazione l’amica Lucia d’Amato, che oltre al supporto nella preparazione e durante il laboratorio al solito si è occupata anche della parte organizzativa. Many many thanks!
Oggi continuo ancora a giocare con i materiali e ad inventare storie. Giusto ieri sono stata alla fattoria Salvucci per raccontare ai bimbi le storie scritte da mia figlia e poi con Marta di Cucu studio abbiamo mostrato la tecnica per creare babbucce e pupazzi di feltro.
L’ultimo, in ordine di tempo, è con un micetto, un tenerone, che da un paio di settimane è entrato nella nostra bottega a Capranica, anzi, nella nostra bottegatta! La sua presenza mi riempie di gioia, certamente un filo rosso con questo micetto c’è e spero che sia il principio di una bellissima amicizia.
ordinamento che regolava la vita comunitaria in rapporto all’agricoltura e ai boschi quando i tempi non erano frenetici come oggi e si viveva secondo dei ritmi scanditi dalla natura e non piegandola al nostro volere. Il bimbetto in foto è l’immagine più bella e significativa di questa rievocazione storica, dà l’idea di come potesse essere sano uno stile di vita più semplice, in connessione con la natura.

dal Coordinamento tessitori si svolgerà a Nazzano, paese che si affaccia nella splendida valle del Tevere Farfa, il primo fine settimana del mese di maggio dal 4 al 7. Il 5, venerdì, come attività di accoglienza, abbiamo messo in programma un’animazione che io stessa ho ideato e sperimentato e che vedrà il gruppone delle feltraie impegnate in un gioco di condivisione, ribattezzato