Feltrosa 2019 al lanificio di Stia

davCome di consueto  Feltrosa si svolge il primo week end di maggio che viene dopo la festa dei lavoratori.

Per noi feltraie è l’evento più atteso dell’anno, quello in cui ci si incontra e ci si confronta in un clima allegro e conviviale.

Amo la comunità del feltro, come amo questo materiale e il mondo che ci gira intorno. Probabilmente non sarei divenuta feltraia  a tempo pieno se non avessi incontrato tante persone speciali, donne per la stragrande maggioranza ma anche qualche uomo. Sicché per me Feltrosa è più che mai un occasione per rivedere tante facce amiche!

Quest’anno la manifestazione si è svolta a Stia nel Casentino, in quella che era una fabbrica e che ora ospita il Museo dell’Arte della Lana.

Ci sono state ben due mostre, workshop, momenti di laboratorio aperto, cui ho dato il mio piccolo contributo, per creare dei manufatti da donare al bookshop del Museo.

Che dire poi del territorio che ci ha ospitato e che non conoscevo… L’Italia è un vero scrigno di bellezze naturalistiche ed artistiche e così anche il Casentino con i suoi castelli, boschi, luoghi di spiritualità è custode di tanta storia e magnificenza. Non posso che augurarmi di tornarci a breve e fino ad allora unirmi al coro delle amiche del Coordinamento Tessitori il cui slogan quest’anno è “Il feltro è vivo… Viva il Feltro!”. 

In foto Esmeralda incontra l’amore, in mostra a Stia!

 

In compagnia di Siora Volpe nella terra dell’uva.

Dopo un lungo periodo trascorso nella mia tana sola soletta ad infeltrire, rieccomi mettere il naso fuori con l’arrivo della Primavera. Grazie all’instancabile collega e amica Lisbeth Wahl http://www.lisbethwahl.com che ammiro moltissimo, ho trascorso alcuni giorni davvero intensi ad insegnare la tecnica del feltro ad ago a due nuove fantastiche allieve e come sempre succede, il corso si trasforma in incontro bello e significativo. Devo riconoscere a me stessa di essere una maestra brava e mi dà grande soddisfazione vedere che le persone sono felici durante i miei corsi.

Oltre al corso ho avuto poi la gioia di raccontare le favole antiche a tanti bimbi. Protagonisti i miei pupazzi di feltro, la Siora Volpe ed altri amici del Bosco, in una rilettura delle favole di Esopo o Fedro con finali vari e a sorpresa.

Ringrazio Lisbeth che ha organizzato anche questo incontro nella bellissima libreria e spazio culturale La Tana del Lupo a Peschiera.

Dicembre val bene una mostra, anche due.

Sono trascorsi diversi mesi dal mio ultimo post. Molti avvenimenti si sono succeduti in questo periodo, sia nella sfera privata che in quello che considero il mio lavoro, anche se poi per me è più una passione.

L’estate è volata via in fretta, tra manifestazioni in piazza e rievocazioni medievali con la mitica compagnia di Ludika a Viterbo e Summonte  (in foto).

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Poi mi sono dedicata alla creazione di un presepe in lana cardata che verrà esposto a dicembre a Rieti nella mostra “La valle del primo presepe” ma di questo vi racconterò in seguito…

Quindi mentre infeltrivo pastori e angeli mi giunge una notizia splendida: le mie amate “creature” del bosco che su questo blog ho già presentato sono state scelte per una collettiva, il cui tema è “Trasformation”.

La mostra si svolgerà dal 7 al 22 dicembre negli spazi della Galleria MC sulla 545w e 52st in New York city.

L’emozione che provo per il successo dell’inaugurazione la devo alla presenza di mia nipote Lori Iman Nieves, poiché non potendomi recarmi a New York, Lori era lì per me ed è stata i miei occhi, le mie orecchie e anche la mia bocca… Di fatti ha presentato lei il mio lavoro e non è cosa da poco esporre dei concetti di fronte ad un pubblico di esperti.

Dunque non posso che ringraziare Lori nonché tutta l’organizzazione, in particolare la fondazione RE:artiste per aver curato nel migliore dei modi l’allestimento.

Qui vi presento uno dei miei ultimi lavori, nonno Quercia, facenti parte del gruppo scultoreo esposti a New-York.

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Parma etica

Come feltraia verifico sempre la provenienza della lana che utilizzo, in primo luogo che siano rispettati gli animali. Così quando Simonetta Rossi, organizzatrice di Parma Etica, mi ha chiesto di partecipare al festival dedicato agli stili di vita sostenibili, ho accolto l’invito. E tra gli stili di vita più sostenibili certamente riveste un ruolo di primo piano la scelta vegana.

Il mio nome le era stato consigliato da Gaia Gualtieri del Gruppo Colle che con il sito DHG Shop è divenuto un punto di riferimento per la comunità del feltro a livello internazionale. Da alcuni anni accanto a lane di ogni sorta, è possibile scegliere fibre vegetali come cotone, canapa, ramie, viscosa, lino. La richiesta di Simonetta era di proporre dei corsi all’interno del festival e dunque prima sperimentare l’infeltrimento  usando esclusivamente queste fibre.

Inizialmente ero scettica, lo ammetto, in quanto tutte noi feltraie usiamo le fibre vegetali insieme alla lana, non da sole. Poi però ho accettato la sfida e dopo un piccolo esperimento con la canapa ho accolto la proposta.

Al momento ho realizzato dei piccoli giardini verticali con la canapa (in foto) fibra che si presta alla lavorazione del feltro piano, ma anche 3D, similmente al lino. Ho usato le fibre più sottili e fini, ramie, cotone, viscosa, più simili alla seta, insieme a lino e canapa per le classiche fatine e folletti in stile Waldorf…

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Debbo dire che sono appena all’inizio di questa sperimentazione ma già ci sono dei risultati. Da qui al 7 giugno quando partirò per Parma Etica, che si svolgerà l’ 8 il 9 e 10 giugno, mi attendono nuove idee da sviluppare, tra cui dei manufatti da realizzare coi bambini. Dunque vi terrò aggiornati sul corso di questa nuova, eccitante sfida!

Il Castello Potentino

Qualche mese fa sono stata contattata da Luisa, fautrice di un progetto chiamato Difesa attiva, che ha come obiettivo la difesa delle greggi dai branchi dei lupi, non con i colpi di fucile, come fanno alcuni pastori ma con i cani da guardiania.

La sua proposta, in qualità di consulente dell’azienda agricola, era quella di insegnare l’arte del feltro ad acqua a coloro che gestiscono, in modo davvero etico e consapevole, un castello alle pendici del Monte Amiata, in Toscana: il Castello Potentino.

Avendo acquisito di recente un gregge numeroso di pecore sarde, l’idea e il progetto dell’azienda era di utilizzare la lana ricavata ogni anno dalla tosatura per produrre manufatti sia ad uso interno che per la vendita, in loco e online.

Ho accolto la sfida coinvolgendo due colleghe e amiche esperte come me di infeltrimento, Cristina Modanesi e Marta Stefanicka. La sfida era interessante e complessa al tempo stesso: produrre tappeti, cappelli e altri manufatti come contenitori, con la lana sarda, valorizzando un prodotto altrimenti trattato come rifiuto speciale, dunque da smaltire.

Giunta all’inizio solo con Cristina per lavorare sull’infeltrimento del tappeto abbiamo avuto una splendida accoglienza.

Circondate da un paesaggio bellissimo e in compagnia di alcune donne forti e determinate, ci siamo immerse nella produzione di campioni prima e di un bel tappeto poi. Per riposarci abbiamo infeltrito anche divertenti rivestimenti per le bottiglie di vino.

Successivamente è arrivata Marta, che aveva sperimentato la  lana sarda creando due bei cappelli e anche li’ sono seguite due intense giornate, in cui si è prodotto olthatsre ai cappelli anche dei contenitori per il formaggio con le splendide ragazze che con i loro compagni allevano le pecore e gestiscono il caseificio… tra l’altro il formaggio che producono è eccellente!

Quattro giorni sono trascorsi velocemente, lavorando di buona lena di giorno e conversando amabilmente e sorseggiando dell’ottimo vino di loro produzione, la sera. Dunque questa sfida di lavorare una lana, come la sarda, non certo apprezzata per la sua fibra, si è rivelata vincente… si lavora bene la lana sarda, si presta all’infeltrimento, soprattutto per la produzione di oggetti forti e resistenti. E’ stato un lavoro intenso ma ricco di soddisfazioni! Auguro a Charlotte, wine maker e ora anche feltraia e a Cler designer tessile che condivide questo progetto di portarlo avanti, sebbene non sarà semplice e spero di ingaggiare io stessa una piccola produzione, per nobilitare un prodotto che altrimenti viene gettato via. Grazie ragazze del Potentino!

Anno nuovo, sfide nuove.

A livello lavorativo il 2018 è iniziato con un bellissimo laboratorio da me ideato diversi mesi prima e che si è svolto in una straordinaria location: la Galleria Nazionale d’Arte IMG_20180311_211454Moderna di Roma, uno dei miei musei preferiti, dove è conservato uno dei dipinti che amo di più: “Le tre età della donna” di Gustav Klimt. Avete presente quegli elementi decorativi simbolici che sembrano tanti piccoli mandala? Ecco siamo partiti da lì per creare delle collane composte da murrine di feltro. Complice dell’operazione l’amica Lucia d’Amato, che oltre al supporto nella preparazione e durante il laboratorio al solito si è occupata anche della parte organizzativa. Many many thanks!

Nel mese di febbraio ho ripreso a lavorare in bottega, creando vari personaggi tra cui una nuova entessa (in foto) spiriti degli alberi ispirati al fantastico mondo di Tolkien.

A metà febbraio è sopraggiunto un grande cambiamento di vita: mi sono trasferita a Viterbo portando con me Jack, il micio che si era accasato in bottega. Dunque per ora ho lasciato Capranica, la cittadina dove ho vissuto oltre dieci anni con la mia famiglia e mi sono trovata una casetta nel quartiere medievale San Pellegrino.

In questo periodo mi sto dedicando alla creazione dei manufatti per l’evento che mi vedrà nuovamente ospite presso il Guido Reni District a Roma nei giorni 23, 24 e 25 marzo, con laboratori, spettacoli, dimostrazioni e mostra mercato. Sarò presente insieme all’immancabile e bravissima Letizia Volpicelli questa volta alle prese con l’intreccio e ad Angela Nocera, un artista che lavora l’argilla in modo molto originale con cui sto sperimentando l’integrazione di feltro e creta, due materiali così diversi ma che possono dialogare armoniosamente.

Nei mesi di aprile e maggio mi attendono due nuovi impegni per i quali lavorerò intensamente, sperimentando prima l’infeltrimento della lana sarda e successivamente della canapa e altre fibre vegetali. Due sfide complesse e affascinanti di cui vi parlerò prossimamente.

 

Christmas time is here

Mi è sempre piaciuto il Natale. Fin da quando ero piccola fantasticavo davanti al presepe e talvolta introducevo nuovi personaggi e ci giocavo.

17310155_277744972650950_5017151856551828499_oOggi continuo ancora a giocare con i  materiali e ad inventare storie. Giusto ieri sono stata alla fattoria Salvucci per raccontare ai bimbi le storie scritte da mia figlia e poi con Marta di Cucu studio abbiamo mostrato la tecnica per creare babbucce e pupazzi di feltro.

Questo è stato l’inizio di un mese che si preannuncia denso di incontri e appuntamenti: con le scuole, nel villaggio di Natale che la fondazione Caffeina ha allestito a Viterbo, dove saremo presenti all’interno della Fabbrica dei giocattoli con la nostra associazione, proponendo corsi di feltro, tessitura e cucito creativo, fino al 7 gennaio.

Dal 7 al 10 dicembre parteciperò ad un’altra kermesse con laboratori, spettacolini e dimostrazioni. A sorpresa sono stata invitata da Vita, una mia compagna del liceo artistico, che organizza eventi in grande stile, come questo Christmas lab&market, al Guido Reni district.

Infine nel paese in cui vivo, Capranica, il 17 dicembre faremo delle letture animate per le strade del centro storico. Che dire? Mi aspetta un mese impegnativo, del resto, come potete immaginare non è certamente per alzare due soldini che lo faccio, che l’artigianato in genere si vende poco dalle nostre parti, ma piuttosto per  far conoscere il mondo del feltro nella speranza che sempre più gente lo apprezzi.